giovedì 12 settembre 2013

Capitolo VI: I beni architettonici

I PALAZZI

Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI

PALAZZO DERARIO EX PERRONE

Costruito nel XVII secolo dalla nobile famiglia Perrone e passato successione ai Derario, sorge in via Plebiscito accanto alla Casa Comunale; affaccia sulla gravina ove sovrasta un complesso di grotte. Pregevole è il portale centrale ad arco a sesto ribassato con fregi che si ritrovano in altre parti dell'edificio. Da un piazzale interno si accede ai piani seminterrati, in passato utilizzati come abitazione per la servitù e come stalla e magazzini.
Un’ampia scala balaustrata conduce al piano superiore.

PALAZZO PUNZI

Di proprietà della famiglia Punzi, amministratrice del marchese Perez Navarrete, si stende per tutta la piazza Barberio ed è il secondo palazzo, dopo quello marchesale sia per la mole che per i motivi architettonici. Incerta è la data di costruzione, forse a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo. Gli stessi stili architettonici collocano il piano inferiore al periodo barocco e quello superiore al '700. Parzialmente visibile sul portale è lo stemma di famiglia.


PALAZZO DELL'AQUILA

Imponente costruzione situata in via Cavour è datato 1839. Fu realizzato accanto e sopra una preesistente fabbrica settecentesca della quale rimane la loggia che poggia su pennacchi decorati con palme al centro. Sulla facciata bugnata sporgono tre balconi del primo piano, le cui mensole poggiano su sostegni leggermente incavati; tra un sostegno e l'altro fanno bella mostra alcuni mascheroni antropomorfi. Dal grande portone si accede al piano superiore, percorrendo una maestosa scalinata balaustrata semicircolare in pietra viva, fiancheggiata da pareti affrescate.

PALAZZO GALLO


Costruito tra il XVI e il XVII secolo di fronte al Palazzo Marchesale,  nel suo interno rispecchia molto la struttura dello stesso Palazzo Marchesale, quasi come se Giandomenico Gallo, amministratore del marchese Giuseppe d'Azzia, avesse voluto imitarlo. Sul portale, inciso nel ufo, è riprodotto il blasone di famiglia che rappresenta un gallo contornato da tre stelle, palme e galline. Attraverso l'atrio si accedeva ai servizi - cisterna, granaio, cantina, stalla, legnaia -. Il piano superiore è costituito da una decina di camere, mentre i locali del piano intermedio erano adibiti a dispensa e da qui si accedeva al terrazzo.
Pare sia stato ristrutturato nel XVIII secolo


sabato 24 agosto 2013

Laterza - TOPOGRAFIA


POSIZIONE GEOGRAFICA


Laterza, collocata nei gradi 2, 32, 37 di Longitudine orientale e gradi 40, 23, 20 di Latitudine boreale, è posta a Nord-Ovest della provincia di Taranto, al confine della regione Basilicata, tra le province di Matera, (Ovest), Bari (Nord) ove confina con i comuni di Santeramo e Gioia del Colle, il territorio del comune di Castellaneta a Est e quello di Ginosa a Sud. Posta a circa 340 metri s.l.m., dista km 52 dal capoluogo di provincia Taranto, 65 da Bari, 21 da Matera, 28 dal Mar Ionio.

giovedì 13 giugno 2013

Capitolo V - IV : LE ORIGINI di Laterza - Il Centro Storico

IL CENTRO STORICO
 Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI

L’abitato di Laterza è ubicato in corrispondenza di un alto morfologico (350 s.m) le cui acque torrentizie scorrono verso lo Ionio; confina a Sud-Est con il profondo vallone della Gravina, mentre a Sud-Ovest è delimitata dall’incisione torrentizia detta Gravina del Cervo. L’antico insediamento con  urbanistica di tipo ipogeo si è sviluppata in epoca medievale nella parte Sud-orientale dell’attuale abitato, in vicinanza di una sorgente perenne, in corrispondenza di un vasto impluvio scavato nel tufo, costituito da vari solchi o lame, che convergono nella Gravina del Cervo (solo da pochi decenni tali lame sono state trasformate in strade). Sui fianchi delle lame, scavate nei vari piani, si determinò l’abitato rupestre con grotte sviluppate perpendicolarmente alle curve di livello; su queste cavità successivamente si edificarono case sovraterranee, le chiese e il castello (1381). Nel XVI secolo il Centro Storico è completamente edificato ed è delimitato in parte dalle antiche mura e dalla Gravina. Numerosi terremoti nel corso del tempo sono stati causa di crolli di abitazioni e determinarono uno sfoltimento della densità abitativa originaria.
Il Centro Storico di Laterza è uno dei più belli e meglio conservati fra i centri storici del circondario. L’insediamento è caratterizzato da abitazioni di relative proporzioni risalenti ai secoli XVI e XVII che si concentrano entro le mura di cinta dell’antica città. Qui si svolgevano attività commerciali e di trasformazione; si pensi alle concerie e all’omonima via ove avveniva la lavorazione della concia delle pelli e della lana; all’industria armentizia, considerato che l’economia locale era basata prevalentemente sul lavoro agricolo e sull’allevamento, macellazione e conservazione delle carni. Di spiccato rilievo era una industria peculiare come quella denominata “dell’arte figulina” l

venerdì 7 giugno 2013

Capitolo V - III : LE ORIGINI di Laterza - Gli anni recenti 3


I ROM DI LATERZA

Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI

La popolazione laertina, composta da circa 15.000 abitanti, è ospitale e ben disposta verso il forestiero. E’ stato questo aspetto del carattere del laertino che cinquanta anni fa ha concesso la residenza ad un primo gruppo di zingari o Rom che da quel momento sono diventati stanziali nel nostro territorio. Originariamente questi Rom nei loro viaggi avevano come punto di riferimento la
così detta “Taverna”, un ampio locale facente parte dell’antico castello normanno, oramai decadente seppur acquisito alla proprietà comunale, situato all’ingresso del centro storico e comunemente chiamato Palazzo Marchesale, residenza del Marchese Perez Navarrete. In questa taverna gli zingari sostavano con le loro carovane per tutto il tempo necessario alle loro necessità. Attualmente la comunità Rom residente a Laterza conta oltre 100 unità ed è distribuita in circa quaranta nuclei familiari. La maggior parte di loro è concentrata nel centro storico del paese, necessitante di integrale recupero, in zona caratteristica situata nella immediata vicinanza della Gravina. Le abitazioni occupate dai Rom sono vecchie costruzioni, spesso prive di servizio idrico fognante e quasi mai di loro proprietà. I nuclei familiari tendono ad essere numerosi e, in tanti anni di permanenza in Laterza, non si è ancora verificata una completa integrazione nel tessuto sociale laertino. I Rom si sposano fra di loro e negli anni, raramente hanno voluto emergere socialmente o differenziarsi dal resto della comunità tramite lo studio o la ricerca di lavori alternativi al bracciantato e alla manovalanza edile. La loro scolarizzazione rimane un obbligo mal volentieri accettato, tenuto conto che nei minori l’educazione al valore dell’istruzione è sovente inesistente.

giovedì 6 giugno 2013

A Sud del Sud dei Santi

A Sud del Sud dei Santi 
Sinopsie, Immagini e Forme della Puglia Poetica. Cento anni di Storia Letteraria” 

(LietoColle) a cura di Michelangelo Zizzi


A Sud del Sud dei Santi è un'Opera che raccoglie la 
migliore produzione poetica pugliese degli ultimi cento 
anni.
Per la sua realizzazione sono stati coinvolti molti critici 
letterari che hanno classificato, con 
coscienza critica, la Poesia Pugliese che, in 
contrapposizione alla più blasonata Poesia 
fiorentina, ha rappresentato l'ossatura di quella 
"borbonica".

In questa Antologia, tra i Poeti del novecento, trova 

menzione il Nostro concittadino Nunzio Tria.





Nunzio Tria con le sue Poesie è presente nelle Antologie di La Vallisa e Portofranco.

Nel 1994 esce la sua prima delle sue tre raccolte, Io Contro.


Nel 1997 è la volta di SCONCETTI





Nel 2004 viene pubblicato ENUCLEO

                                                    



domenica 2 giugno 2013

Capitolo V-I : LE ORIGINI di Laterza - Gli anni recenti 2



I Sindaci di Laterza

Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI


Questo, di seguito, è l’elenco di coloro che hanno guidato il nostro Paese dal 1860, anno della nascita del Regno Unito d’Italia, fino ai nostri giorni:


1860
1861
Sindaco
SANNELLI Giuseppe
1861
1863
Sindaco
NINNI Luigi
1863

Regio Commissario
GIANNICO Andrea
1863
1865
Sindaco
BARBERIO Giovanni
1866
1874
Sindaco
NINNI Angelo
1875
1876
Sindaco
IPPOLITI Michele
1876
1879
Sindaco
DE BIASI Leonardo
1879
1882
Sindaco
SARNO Luigi
1882
1885
Sindaco
NINNI Angelo
1886
1887
Sindaco
RUSSI Erasmo
1888
1891
Sindaco
BARBERIO Avv. Rocco
1892
1900
Sindaco
DELL’AQUILA Angelo
1900
1902
Sindaco
PUGLIESE Avv. Giuseppe
1903

Commissario Prefettizio
MARO Avv. ERNESTO

venerdì 31 maggio 2013

Capitolo V : LE ORIGINI di Laterza - Gli anni recenti 1


GLI ANNI RECENTI

Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI

Nel ‘900 con le due Guerre Mondiali e il periodo fascista Laterza subì delle profonde trasformazioni. Furono edificate opere pubbliche e migliorate le condizioni di vita dei cittadini. Nel 1926 venne installata per la prima volta l’energia elettrica e costruite le strade consorziali del bosco Guardiola, Difesella, San Falco, Sierro Lo Monaco che valorizzarono le proprietà terriere prospicienti. Nel 1927 fu costruito il macello comunale, fu sistemata la Piazza Vittorio Emanuele, i giardini pubblici con la Fontana monumentale e soprattutto fu realizzato anche da noi l’Acquedotto Pugliese. Il nostro territorio, ricco di acque sorgive, aveva però la necessità di un acquedotto che assicurasse acqua potabile e igienica a tutta la popolazione. Nel 1931 nel rione La Mesola fu creata una piazzetta. Nel 1932 furono costruite le case



popolari o case ricovero nel rione San Rocco. Nel 1932 vi fu la costruzione dell’Edificio Scolastico Diaz, l’ampliamento del Cimitero, fermo all’opera del 1851. Nello stesso anno si ebbe la costruzione del mercato coperto, alle porte del paese vecchio. Nel 1935 sorse la colonia “23 marzo” , colonia balsamica per giovani sul Convento dei Cappuccini. Nel 1939 si ebbe la bitumazione delle quattro strade principali del paese: Via Dante congiunta alla Via per Matera, Via Roma congiunta alla Via per Castellaneta e Taranto, Via Cristoforo Colombo congiunta alla Via per Ginosa, e Corso Vittorio Emanuele. Dopo la seconda Guerra Mondiale, che portò lutti e devastazione e l’occupazione nazista dei nostri territori, ricominciò l’opera di ricostruzione. Assieme alle attività da sempre sviluppate come l’allevamento di ovini, caprini e bovini e all’agricoltura, risorsero le attività artigianali e le piccole imprese. Ma a causa della crescente disoccupazione per l’aumento della popolazione, a cavallo degli anni ‘60, assistiamo ad un massiccio esodo delle nostre popolazioni: partirono in molti verso Milano, Torino, la Svizzera, il Belgio, la Germania, le Americhe, laertini che cercarono migliori condizioni di vita. A Laterza dopo una parentesi di amministrazione di sinistra agli inizi degli anni ‘50, si susseguono ininterrottamente amministrazioni democristiane per tutta la seconda metà del ‘900. 
Vengono costruiti nuovi quartieri con fogna, acqua, luce e strade asfaltate; si edificano nuovi edifici scolastici: il Marconi, il Manzoni, la scuola media Dante, le scuole materne e cresce di conseguenza il grado di istruzione delle nuove generazioni. Nel 1975 viene inaugurato il Liceo Scientifico Vico. Dopo la costruzione dell’Italsider di Taranto, agli inizi degli anni ‘60, moltissimi laertini vi hanno trovato lavoro con massiccio esodo dalle campagne e un ritorno di parte degli emigranti. Alle soglie del Terzo Millennio, tuttavia, alcuni problemi affliggono ancora il nostro paese come la disoccupazione, soprattutto giovanile, il problema della casa e dei servizi sociali.

mercoledì 29 maggio 2013

Capitolo IV : LE ORIGINI di Laterza - I Feudatari


I FEUDATARI

Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI



Durante questi lunghi secoli medioevali, questi furono secondo il Galli i feudatari che si alternarono nel dominio delle nostre terre e delle loro zone di appartenenza:
·      I Longobardi, col Ducato di Benevento, del quale faceva parte Laterza VIII-IX secolo.
·      I Normanni, la infeudarono al Vescovo Arnoldo di Acerenza dal 1068 al 1078.- I Vescovi di Bari, Ursone, Elia  ed altri dal 1078 al 1198.- I Loffredi dal 1101 al 1133.- Riccardo Logoteta dopo il 1133.- Gualtiero di Brienne dal 1198 al 1225.- Gli Svevi con Federico II nel 1189.- Ancora i Vescovi di Bari dal 1209 al 1250.- Manfredi di Svevia, 1266- Angioini e Carlo d'Angiò, 1268- Filippo di Tussiaco dal 1268 al 1292.
·      I Principi di Taranto dal 1292 al 1463:
Filippo I;  Sua moglie nel 1304 e poi sua figlia nel 1308;  suo fratello Luigi nel 1347;  Roberto, nipote di Luigi fino al 1364; Filippo II fratello di Roberto dal 1364 al 1374; Francesco Del Balzo,  marito di Margherita, sorella di Filippo II, dal  1373 al 1375;   Ottone di Bruswik marito di Giovanna I dal 1375 al 1381;  Iacopo Del Balzo dal 1381 al 1383;  Luigi II d'Angiò si impadronì del Principato di Taranto nel 1382;  Ramondello Orsini dal 1383 al 1405; - Maria di Enghien, moglie di Ramondello e tutrice del figlio Giovanni Antonio dal 1405   al 1407 anno in cui sposò Ladislao e ne fu spodestata. Morto questi, nel 1414 Laterza fu sotto   Giovanna II fino alla concessione feudale a Giovanni Antonio Orsini dal 1419 al 1463. Regio Fisco di Laterza sotto Re Ladislao 1414. Tristano di Chiaromonte dal 1414 al 1416. Giacomo della Marca dal 1418 al 1419. Stefano Sanseverino  1419, poi spodestato, riprese il feudo di Laterza dal 1420 al 1434. Regio Demanio di Laterza sotto Giovanna II 1434. Regio Demanio di Laterza sotto Re Alfonso I d'Aragona 1442-1485.
·         Matteo Crispano dal 1485 al 1496.
·         Marino Brancaccio dal 1497 al 1535.
·          I  d'Azzia dal 1536 al 1655.

·         I Perez-Navarrete dal 1655 fino all'abolizione della feudalità, il 2 Agosto 1806, poi conservarono il titolo nobiliare di Marchesi di Laterza.

martedì 28 maggio 2013

Habitat Rupestre Puglia - Scheda Comune di Laterza

Comune di Laterza 

Scheda descrittiva Comune di Laterza realizzata per Habitat Rupestre Puglia da Nunzio Tria

Laterza, 23. 10.2008



Laterza  è  situata  nell’estremo  lembo  occidentale  della  provincia  di  Taranto.  Il  suo  territorio s’insinua come un cuneo fra le province di Bari e Matera, confinando con Gioia del Colle, Santeramo in Colle, la stessa Matera e con Castellaneta e Ginosa.   L’agro  di  Laterza  parte  da  un’altezza  di  circa  340  metri  sul  livello  del  mare  -dalla  diramazione  appenninica  del  barese  (detta  Murgia)  nei  gradi  2,  32,  37  di  longitudine  orientale  e  40,  23,  20  di  latitudine  boreale-  e  degrada  con  il  suo  profondo  canyon  (denominato  Gravina)  e  con  Ginosa  verso  il  golfo  jonico.  L’estensione  territoriale  del  Comune  di  Laterza  copre  un’area  pari  a  160  Kmq  e  la  sua  popolazione  residente  conta  circa 15.070 anime. 
Nonostante  sia  ad  una  quota  discretamente  elevata,  Laterza  è  adagiata  in  un  luogo  protetto da colline che ne limitano il suo orizzonte. Il viaggiatore, infatti, soltanto quando è  giunto nelle prossimità dell’abitato, può scorgerla improvvisa e mirabile come perla in uno  scrigno.  
Le origini di Laterza si perdono nella notte dei tempi, a fornirne l’evidente prova vi  sono i ritrovamenti emersi dai lavori di scavo effettuati nel 1965 in una necropoli risalente  al 2000 a C. in località Candile.
       Diverse  sono  le  tesi  in  dibattito  sull’origine  del  nome  di  Laterza,  ma  una  sembra  meglio accreditarsi: quella secondo cui il nome del Comune derivi dai  Laertiadi (soldati  di Laerte, re di Itaca e padre di Ulisse) che, nel 1150 a. C., a seguito della guerra di Troia,  giunsero  in  questi  luoghi  fissandovi  definitiva  dimora  e  civilizzando  i  pochi  aborigeni  presenti.
 Ai  greci  seguirono  i  romani  e  un  lungo  avvicendarsi  di  dominazioni  materane,  borboniche, normanne e saracene; fino all’era feudale dei nobili di Spagna, D’Azzia, i cui  segni indelebili del loro passaggio consistono principalmente nel Palazzo Marchesale, la  Fontana medievale e la Cantina spagnola.
       Fino dalle epoche più remote Laterza è stata un originale centro di attività ceramica,  come testimoniano i numerosi reperti rinvenuti appartenenti all’età della Magna  Grecia, a  quella Romana e a quella Medievale. L’arte figulina laertina, definita  maiolica artistica,  ha  conosciuto  il  suo  massimo  splendore  tra  il  XVII  e  il  XVIII  secolo.  Sono  proprio  di  questo  periodo  le  testimonianze  storiche  più  vivide  dei  ceramisti  laertini  i  cui  manufatti  sono esposti nei maggiori musei italiani ed esteri.
      

Capitolo III : LE ORIGINI di Laterza - La civiltà Eneolitica - Tombe e sepolture



LA CIVILTÀ ENEOLITICA

Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI

A Laterza, e nel suo vasto territorio, alla fine del III millennio a.C., si sviluppò la Civiltà Eneolitica. Questa civiltà risale a gruppi di metallurgici e marinai che verso la fine del III millennio furono costretti ad emigrare dalle steppe Ponto-caucasiche verso l’Occidente, raggiungendo dopo l’Anatolia  e i Balcani, l’Italia Meridionale ove, nel territorio di Laterza, si accomunarono fra contesti economici, culturali e agricoli  indigeni. I “gruppi di Laterza”, si inserirono tra i villaggi rurali e si adattarono alle caratteristiche del nuovo territorio, ricchi di percorsi fluviali, di selvaggina e di anfratti nelle gravine,  elaborando un’economia ed una cultura autonoma senza dimenticare le tradizioni economico-culturali delle regioni di provenienza  caratterizzati da una metallurgia del rame (assente nel nostro territorio) e dall’adattamento economico cui furono costretti nelle regioni dell’Italia Sud-orientale, il cui territorio offriva solo l’occasione per l’elaborazione di una cultura fondata esclusivamente sulla caccia-pesca. Da qui lo sviluppo della Civiltà Appenninica i cui insediamenti erano luoghi di sosta all’aperto o in grotte al fine di facilitare la “transumanza”. La Civiltà Eneolitica di Laterza è posteriore a quella di Matera e del Pulo di Molfetta, e da essa si differenzia sostanzialmente perché diversa era l'organizzazione sociale, l'economia, l'ideologia dei raggruppamenti umani. Gli Eneolitici di Laterza erano cacciatori, pescatori e pastori nomadi e seminomadi. Abitavano le caverne della nostra Gravina dove cacciavano la selvaggina stagionale e stanziale come cervi, daini, cinghiali, lepri.

lunedì 27 maggio 2013

Capitolo II : LE ORIGINI di Laterza

Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI

La Storia


L’abitato di Laterza ha origini antichissime come attestano i reperti rinvenuti nella necropoli di località “Candile”, risalenti all’Età del Bronzo (2000 a.C.) che hanno permesso di individuare una cultura pugliese di Età Micenea a cui gli studiosi hanno conferito la denominazione suggestiva di “Civiltà di Laterza”. Ricco materiale archeologico, sia fittile che prezioso, risalente tanto alla Civiltà Apula che a quella della Magnagrecia, è stato rinvenuto nel centro abitato e nel territorio circostante (particolarmente nella zona di Montecamplo, ove sono visibili i resti di un’intera cittadina e di una grande necropoli svuotata dai “tombaroli” negli anni ‘60).
Laterza presenta quindi le tracce di una stratificazione millenaria di civiltà. I primi segni significativi di “cultura” sono attribuiti ai “Peuceti”, popolazione pugliese dedita alla produzione della ceramica a decorazione geometrica, cultura rimasta in auge fino al “periodo Apulo”.
Ricchissimi risultano i reperti dell’epoca magnogreca e dell’Età Romana, oggi custoditi nei Musei archeologici di Taranto, Matera, Altamura, Metaponto, Bari e Collezioni private.
L’antico abitato sorse, con tutta probabilità, intorno all’anno 1000. Inizialmente fu parte integrante del territorio di Matera; verso il 1200 il feudo laertino venne concesso definitivamente dall’Imperatore Federico II ai prelati baresi. Successivamente divenne parte integrante del Principato di Taranto e venne governato da vari feudatari. Nel 1280 Laterza ed altri feudi limitrofi furono donati da Carlo d’Angiò a Narjot de Taucy; questa famiglia governò il paese, nonostante le contese con l’Arcivescovo di Bari, fino al 1294, anno in cui il Casale sarà infeudato a Filippo d’Angiò, principe di Taranto. Probabilmente risale a questo periodo la costruzione del Castello (Palazzo Marchesale), con portale datato 1393 e che subirà rimaneggiamenti sino ad assumere l’attuale aspetto.
Fiorentissima fu in questi secoli l’industria armentizia laertina che arrivò ad annoverare oltre quindicimila capi di bestiame, in particolare ovini, ma anche caprini, bovini, equini, che beneficiavano dei ricchi pascoli del territorio e che davano lana pregiata, pelli che venivano conciate in loco, latte, formaggi e derivati, carni pregiatissime, rinomate in tutto il circondario. A riprova di tutto ciò vi è lo stemma con l’effigie della pecora sormontata dalla scritta “Laertini fideles” conferito, appunto, nel 1434, dalla Regina di Napoli Giovanna II, alla quale Laterza appartenne.
Dal XVI al XIX secolo a Laterza venne praticata ininterrottamente l’arte della maiolica; nel 1700 vi fu il periodo di massimo splendore (D’Alessandro, Gallo, Collocola, Mela), quando questa attività costituì la principale fonte di lavoro per la comunità, rendendo i suoi manufatti famosi e richiesti in Italia e all’estero. Nel 1806 vengono aboliti i diritti feudali e la cittadina passa al Regno borbonico; successivamente (1861) entrerà a far parte del Regno d’Italia.


domenica 26 maggio 2013

Laterza: TOPOGRAFIA da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI


POSIZIONE GEOGRAFICA


Laterza, collocata nei gradi 2, 32, 37 di Longitudine orientale e gradi 40, 23, 20 di Latitudine boreale, è posta a Nord-Ovest della provincia di Taranto, al confine della regione Basilicata, tra le province di Matera, (Ovest), Bari (Nord) ove confina con i comuni di Santeramo e Gioia del Colle, il territorio del comune di Castellaneta a Est e quello di Ginosa a Sud. Posta a circa 340 metri s.l.m., dista km 52 dal capoluogo di provincia Taranto, 65 da Bari, 21 da Matera, 28 dal Mar Ionio.

Struttura politico-amministrativa
Il Comune di Laterza elegge i propri rappresentanti politici a suffragio universale e diretto;
Sono organi del comune il “Consiglio Comunale”, “il Sindaco” e la “Giunta Municipale”;
Il Consiglio Comunale, composto da 20 consiglieri, è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo e dura in carica quattro anni;
Il Consiglio Comunale ha competenza sui seguenti atti:
Lo Statuto comunale; I programmi, relazioni previsionali e programmatiche, piani finanziari progetti di opere pubbliche, bilanci annuali e pluriennali di previsione; Le piante organiche e le relative variazioni;            Le convenzioni tra comuni;  L’istituzione, i compiti e le norme sul funzionamento degli organismi di decentramento e di partecipazione;  La contrattazione di mutui; Gli acquisti e le alienazioni immobiliari.
Il Sindaco ha funzioni di: “Ufficiale del Governo “, Capo dell’Amministrazione Locale e rappresenta l’Ente;  Convoca e presiede la Giunta Municipale, nonché il Consiglio Comunale;  E’ responsabile degli uffici e dei servizi; Sceglie il Vice Sindaco.
Il Sindaco sceglie l’organo esecutivo: “La Giunta Municipale” è composta da 6 “Assessori”; La “Giunta Municipale collabora con il Sindaco ed opera attraverso deliberazioni collegiali. Il Consiglio si avvale della figura del “Presidente del Consiglio” che coordina i lavori consiliari.
In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza, o decesso del Sindaco, la Giunta Municipale decade e si procede allo scioglimento del Consiglio Comunale.

Territorio
Il territorio agro-forestale di Laterza possiede una superficie di 15.963 Ha pari a kmq 159,63 suddiviso in due zone, centro urbano (aggregato di case contigue, piazze, ecc.)  di kmq 2,5 e periferia kmq 157,13. Questo territorio è prevalentemente montano (54%), ma le  superfici  con redditi al di sotto del minimo richiesto dalla legge sono pari al 76%, a fronte delle superfici produttive a vigneto, uliveto, produzione cerealicola, pari al 24%. Le condizioni di economia agricola marginale del nostro territorio fanno considerare svantaggiato e montuoso il totale della superficie comunale. L’aspetto produttivo, prevalentemente agricolo (predomina la piccola e media proprietà a carattere cerealicolo-foraggero), ha visto negli ultimi venti anni la creazione-ristrutturazione di strutture aziendali, stalle, magazzini, abitazioni rurali, che hanno determinato un indotto in entrata, con produzioni di mangimi semi-selezionati, mezzi tecnici ed in uscita, con trasformazione del latte, produzione casearia, mercati specializzati di bestiame da carne, con creazione di cooperative e prodotti doc. Le aziende sono a conduzione diretta, a mano d’opera familiare ed extrafamiliare. Il patrimonio zootecnico è costituito da bovini, ovini, caprini, equini, avicoli e suini e produce formaggi freschi, latte di qualità e prodotti derivati, oltre a carni pregiate.

venerdì 1 marzo 2013

venerdì 1 febbraio 2013

giovedì 10 gennaio 2013

Piatto in maiolica istoriato in monocromo blu, fine del XVII secolo

Bottega A.A. d’Alessandro, Laterza - 

Piatto in maiolica istoriato in monocromo blu, fine del XVII secolo, con figura muliebre 

assisa al centro ed elementi floreali stilizzati sulla tesa. 


Diametro cm 23


Un esemplare della stessa serie appartiene alle collezioni del Fitzwilliam Museum di 

Cambridge ed è discusso in catalogo (cfr. J.E. Poole, Italian maiolica and incised slipware in 

the Fitzwilliam Museum - Cambridge, 1995, n. 495 - con bibliografia aggiornata), 

evidenziando la compresenza di elementi ornamentali analoghi sui rari pezzi noti firmati dal 

maestro laertino.




Valutazione minima: € 2.500,00 



Valutazione massima: € 3.000,00 

Battuto all'asta a Milano, Palazzo Durini il 29 Novembre 2012.

Tratto da ArsValue de Il Sole 24ore

mercoledì 9 gennaio 2013

D'ALESSANDRO, Angelo Antonio


D'ALESSANDRO, Angelo Antonio


Da: treccani.it

di Gian Carlo Bojani
D'ALESSANDROAngelo Antonio. - Nacque a Laterza (Taranto) nel 1642, da Nicol'Antonio originario della vicina Santeramo e da Chrisantia di Rocco Festa, laertina.
Il lavoro filologico attorno alla figura del D., decoratore su maioliche, ha permesso di delinearne sicuramente caretteristiche e segni distintivi rispetto al ductus pur elevato di allievi (come Vito Perrone, Gironimo Tammorino e G. A. Aloisio) e comunque della "bottega" e degli imitatori, e di mettere in luce nella tradizione e nella continuità una scuola ceramica come quella di Laterza, che emerge così nella storia della ceramica italiana come uno dei centri più singolari dell'età barocca.