lunedì 27 maggio 2013

Capitolo II : LE ORIGINI di Laterza

Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI

La Storia


L’abitato di Laterza ha origini antichissime come attestano i reperti rinvenuti nella necropoli di località “Candile”, risalenti all’Età del Bronzo (2000 a.C.) che hanno permesso di individuare una cultura pugliese di Età Micenea a cui gli studiosi hanno conferito la denominazione suggestiva di “Civiltà di Laterza”. Ricco materiale archeologico, sia fittile che prezioso, risalente tanto alla Civiltà Apula che a quella della Magnagrecia, è stato rinvenuto nel centro abitato e nel territorio circostante (particolarmente nella zona di Montecamplo, ove sono visibili i resti di un’intera cittadina e di una grande necropoli svuotata dai “tombaroli” negli anni ‘60).
Laterza presenta quindi le tracce di una stratificazione millenaria di civiltà. I primi segni significativi di “cultura” sono attribuiti ai “Peuceti”, popolazione pugliese dedita alla produzione della ceramica a decorazione geometrica, cultura rimasta in auge fino al “periodo Apulo”.
Ricchissimi risultano i reperti dell’epoca magnogreca e dell’Età Romana, oggi custoditi nei Musei archeologici di Taranto, Matera, Altamura, Metaponto, Bari e Collezioni private.
L’antico abitato sorse, con tutta probabilità, intorno all’anno 1000. Inizialmente fu parte integrante del territorio di Matera; verso il 1200 il feudo laertino venne concesso definitivamente dall’Imperatore Federico II ai prelati baresi. Successivamente divenne parte integrante del Principato di Taranto e venne governato da vari feudatari. Nel 1280 Laterza ed altri feudi limitrofi furono donati da Carlo d’Angiò a Narjot de Taucy; questa famiglia governò il paese, nonostante le contese con l’Arcivescovo di Bari, fino al 1294, anno in cui il Casale sarà infeudato a Filippo d’Angiò, principe di Taranto. Probabilmente risale a questo periodo la costruzione del Castello (Palazzo Marchesale), con portale datato 1393 e che subirà rimaneggiamenti sino ad assumere l’attuale aspetto.
Fiorentissima fu in questi secoli l’industria armentizia laertina che arrivò ad annoverare oltre quindicimila capi di bestiame, in particolare ovini, ma anche caprini, bovini, equini, che beneficiavano dei ricchi pascoli del territorio e che davano lana pregiata, pelli che venivano conciate in loco, latte, formaggi e derivati, carni pregiatissime, rinomate in tutto il circondario. A riprova di tutto ciò vi è lo stemma con l’effigie della pecora sormontata dalla scritta “Laertini fideles” conferito, appunto, nel 1434, dalla Regina di Napoli Giovanna II, alla quale Laterza appartenne.
Dal XVI al XIX secolo a Laterza venne praticata ininterrottamente l’arte della maiolica; nel 1700 vi fu il periodo di massimo splendore (D’Alessandro, Gallo, Collocola, Mela), quando questa attività costituì la principale fonte di lavoro per la comunità, rendendo i suoi manufatti famosi e richiesti in Italia e all’estero. Nel 1806 vengono aboliti i diritti feudali e la cittadina passa al Regno borbonico; successivamente (1861) entrerà a far parte del Regno d’Italia.



Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter