venerdì 7 giugno 2013

Capitolo V - III : LE ORIGINI di Laterza - Gli anni recenti 3


I ROM DI LATERZA

Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI

La popolazione laertina, composta da circa 15.000 abitanti, è ospitale e ben disposta verso il forestiero. E’ stato questo aspetto del carattere del laertino che cinquanta anni fa ha concesso la residenza ad un primo gruppo di zingari o Rom che da quel momento sono diventati stanziali nel nostro territorio. Originariamente questi Rom nei loro viaggi avevano come punto di riferimento la
così detta “Taverna”, un ampio locale facente parte dell’antico castello normanno, oramai decadente seppur acquisito alla proprietà comunale, situato all’ingresso del centro storico e comunemente chiamato Palazzo Marchesale, residenza del Marchese Perez Navarrete. In questa taverna gli zingari sostavano con le loro carovane per tutto il tempo necessario alle loro necessità. Attualmente la comunità Rom residente a Laterza conta oltre 100 unità ed è distribuita in circa quaranta nuclei familiari. La maggior parte di loro è concentrata nel centro storico del paese, necessitante di integrale recupero, in zona caratteristica situata nella immediata vicinanza della Gravina. Le abitazioni occupate dai Rom sono vecchie costruzioni, spesso prive di servizio idrico fognante e quasi mai di loro proprietà. I nuclei familiari tendono ad essere numerosi e, in tanti anni di permanenza in Laterza, non si è ancora verificata una completa integrazione nel tessuto sociale laertino. I Rom si sposano fra di loro e negli anni, raramente hanno voluto emergere socialmente o differenziarsi dal resto della comunità tramite lo studio o la ricerca di lavori alternativi al bracciantato e alla manovalanza edile. La loro scolarizzazione rimane un obbligo mal volentieri accettato, tenuto conto che nei minori l’educazione al valore dell’istruzione è sovente inesistente. Il valore che al contrario spesso viene esasperato, è la continua richiesta di assistenzialismo da parte dell’ente comunale. In alcuni di loro, ancora oggi, sempre in assenza di un bisogno reale, persiste l’abitudine a recarsi in altri comuni per elemosinare, quasi un residuo di antica tradizione nomade a cui non vogliono rinunciare. Sovente, il carattere del Rom laertino, manifesta poca solidarietà verso il suo simile, soprattutto se finalizzata all’ottenimento di un vantaggio economico; spesso non esitano a denigrarsi. Il principale veicolo di comunicazione e relazione con i Rom è il danaro, scarse sono le altre forme di relazione. Nel linguaggio dialettale laertino è ricorrente l’espressione “quante sje zignre” cioè “quanto sei zingaro”, espressione usata per esprimere un concetto negativo nei confronti di una persona poco riservata, sempre in giro, ma non per motivo di lavoro, sintesi di persona di cui fidarsi poco. Il laertino ha coniato questa affermazione sulla scorta del loro comportamento del quale c’è la tendenza a fidarsi poco. Il ruolo della donna Rom è quella di mantenere i contatti e le relazione con l’esterno, un veicolo di collegamento con il resto della comunità della quale il coniuge rimane apparentemente distaccato e superiore per decidere in qualche caso di scendere in campo solamente per affermare la propria dignità, lasciando comunque alla donna il compito delle mansioni più umili. In Laterza a tutt’oggi non si registrano casi di delinquenza accertata da parte dei Rom Sono per la maggior parte braccianti ed alcuni commerciano ferro o mobili vecchi che cercano spostandosi, in varie zone di montagna della Basilicata e della Calabria. Molti hanno la propensione all’uso di alcool e spesso soffrono le conseguenze di malattie ad esso  collegate. In estrema sintesi si tratta di gente umile e dignitosa che non vive in totale povertà. Nei confronti dei figli hanno cura e protezione. I riti funebri oramai assimilati a quelli della popolazione laertina, di particolare hanno l’estrema ostentazione di forme esteriori quali i fiori e la banda che segue il carro funebre  per rendere più solenne il corteo. Alcuni di loro sono emigrati in Emilia Romagna (Reggio) altri risiedono nel circondario tra Ginosa, Santaremo, Acquaviva, Palo del Colle. La prima generazione residente a Laterza proveniva dalla Basilicata e dalla Campagna; i cognomi presenti a Laterza sono Barbetta, Anzillotta, Bevilacqua, De Matteis, De Silvio, Manzo e Marotta. Oggi sempre più sovente, assistiamo a matrimoni misti.



Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter