mercoledì 23 dicembre 2015

LA STORIA - LA SCOPERTA - LA RISCOPERTA

LA MAIOLICA DI LATERZA - STORIA


Nicola Vacca
fu uno tra i primi studiosi
della nostra ceramica e riportava,
in una sua opera,
alcune testimonianze della nostra produzione
definendola, in maniera superficiale: "arte dialettale",
caratterizzata da una espressione genuina e primitiva,
frutto di un istinto formatosi in secoli di tradizione.
Anche altri autori,
tra cui il G. Maselli
(Glorie antiche e nuove dei vasai salentini:
Laterza, centro di produzione eletta,
in Gazzetta del Mezzogiorno n. 126, 1936),
A. Franco nel suo "Una postilla sulla ceramica salentina,
in Faenza, 4-5,1952
e O. Ferrari e G. Soavizzi nell'opera,
Maioliche italiane del Seicento e Settecento, Milano 1965
condivisero tale giudizio riduttivo nei confronti della maiolica laertina, finché
nel 1968 il Donatone
individuò presso il
Museo S. Martino di Napoli
un presentatoio firmato da
Angelo Antonio d'Alessandro e datato 1693
(D. Ang: Ant.s de Alexandro a Latertia pingebat 1693)
(rappresentante dei putti ed una scimmia o Orso con infante).
Tale ritrovamento rese possibile
una sicura attribuzione di una serie di opere
che avevano suscitato notevole interesse negli studiosi.
Inizio' così la ricerca di studiosi, come il Donatone stesso
ed i fratelli Carlo ed Antonio Dell'Aquila,
che hanno messo in luce l'esistenza
di una notevole quantità di materiali
relativi all'attività ceramica laertina,
facendoci conoscere
con orgoglio lo splendido passato della Nostra Laterza e della sua Arte.

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